martedì 1 maggio 2018

KIKIRTO L'ALIENO (poesia per bambini)

KIKIRTO L’ALIENO

C’era una volta, laddove è accaduto,
un bimbo biondo, forte e astuto;
non era nato nel mondo terreno,
e lo chiamavan kikirto l’alieno.

Veniva da marte, da giove o saturno,
da un mondo dove quasi sempre era inverno;
era arrivato col vento in tempesta,
e nel paese gli fecero festa.

E in quell’estate godeva davvero
la luce e il calore d’un sole severo.
Lui se ne stava su un pozzo seduto
con gli occhi chiusi per qualche minuto;

poi li riapriva, faceva un sospiro,
poi li chiudeva per un prossimo giro.
Amava il sole, e la luna e le stelle
da quel magico luogo gli sembravan più belle

-A cosa pensi kikirto l’alieno?-
gli chiese un bimbo passando vicino.
-Penso che forse laddove son nato
quasi mill'anni abbiam d'arretrato;

non ci son scuole, niente giostrine,
non c’è colore nelle vetrine;
non c’è il pallone, non c’è la racchetta:
viver lassù è una vera disdetta.

È questo il mondo che ho sempre sognato,
coi torrentelli, coi fiumi, col prato,
le verdi colline così belle e vicine,
il mare, i monti, gli uccelli e le fonti.

Spero che l'uom da lassù se ne accorga
e i complimenti col cuore vi porga.-
-Ma dicono sempre, nei libri importanti,
che siete voi di tanto più avanti.-

-Non dargli retta, non sanno che dire,
è gente paurosa che teme ogni cosa.
In quel pianeta dal quale son sceso
gli scienziati non hanno compreso.

E sai che ti dico, amico piccino
che questa terra mi va proprio a puntino.
e se verranno per farmi volare
io mi nascondo tra l’onde del mare.-

E oggi ancora in quel luogo disperso
dove la gente non teme il diverso,
in una capanna col tetto di fieno
vive e lavora kikirto l’alieno.

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