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sabato 5 ottobre 2019

IL MISTERO DELLA VERITÀ


IL MISTERO DELLA VERITÀ



Di quel progetto per cui l'uomo vive
per cui s'ostina in cerca della gloria,
vorrei aver più note esplicative,
per districarmi tra leggenda e storia.

Ma forse non esiste un tal progetto,
forse la vita davvero fu casuale.
Ma allora chi decise il bene e il male?
Dal caso nessun uom sarà protetto.

Gli egizi s'inventaro un dio vivente,
che fosse lui a decretar la sorte,
ma un dio che muore e chiude le sue porte
non dà mistero all'uom di nuova mente.

Così che d'ogni verità si fa mistero;
ed io che sono etichettato non credente
mi aggiro in una luce intermittente
ma poi mi fermo e torno alfin com'ero.

Nelle mie rime osanno la natura,
la pace, il senso, la voce e l'armonia,
tutto si mostra alla portata mia,
ma è lungi dal mister che si figura.

Messina 05-10-2019

venerdì 4 ottobre 2019

LA ROTTA


LA ROTTA



La nave è sempre in rotta, Giuzza mia,
è il mondo che fa l'onda in terreferme,
scombina il suo pensier muta le forme,
s'imbriglia nel seguir l'usata via.

Tutto è confuso ormai tra quelle spiagge,
nulla ricorda più il tempo andato,
mettila come vuoi è un gran peccato
finchè le menti non torneranno sagge.

Non ci son fini, non si scorgon mete,
il mondo va a tentoni pro e contro,
il vecchio con il giovane compete,
e tutto sa d'alterco, sa di scontro.

Il peso che portiamo a poppavia
contiene ciò per cui fummo coerenti,
la laica comunione tra le genti
e il ctistiano valor dell'armonia.

Son quei valori per cui la barca pesca,
sono i valori d'un ancoraggio certo;
senza rancor solchiamo il mare aperto
scegliendo il buonumor dell'aria fresca.


Messina 04-10-2019

venerdì 13 settembre 2019

QUANDO VERRÀ L’AMOR

QUANDO VERRÀ L’AMOR

Quando verrà l’amor sarò lontano,
l’amore tra le genti e verso il mondo,
l’amor per cui siam nati, amor fecondo
che si compiace d’allungar la mano.


Sarò lontan da questo mondo spento,
nel cuore, nella mente, nel costume,
un mondo grigio, buio e disattento
che è già morte ancor che morte teme.


Scalciare un bimbo colmo d’innocenza
per un atto d’amor senza licenza!
Ah se potesse il bimbo nella culla
urlare al genitor “tu non sei nulla!


D’un padre cieco dovrò invocare Dio?
Se questo fu per me il tuo primo atto,
per me sarà vergogna che mi porto
e mi dorrò per esser bianco anch’io!”


Tono 08-09-2019

IL PRODIGIO

IL PRODIGIO
Son nati tutti neri 
da genitori bianchi.
-Un’altra epidemia 

che ci colpisce ai fianchi.
Saranno stati i guanti, 

saranno certi aromi,
oppure è un nuovo virus 

che oscura i cromosomi.-

Per gli uomini è tragedia, 
le donne son serene:
-S’è Dio che l’ha voluto, 

scontiam le nostre pene.-
Allattano i piccini 

spegnendone il vagito
e accettan sorridenti 

lo sguardo del marito.

Intanto per le strade 
il dubbio striscia e vaga,
con i migranti tutti 

la foto è confrontata,
ma è troppa l’incertezza 

e quell’azion non paga
così ritorna a casa, 

la mente frastornata.

A casa si misura, 
guardandosi allo specchio,
-Eppure mi somiglia, 

chissà com’è successo!
Non era così scuro 

se ci ripenso adesso.
Somiglia anche a mia moglie 

nel lobo dell’orecchio.-

Somiglia un poco a tutti 
quei bimbi di colore
che in braccio della mamma 

stan fermi delle ore;
ma è sempre un gran prodigio 

di cui sappiamo poco.
Lui già si sente padre 

e pronto per il gioco:

-Se nascono gli albini 
può nascere un negretto,
chiniamoci al Signore 

e al suo divin progetto.-
Bizzarra è la natura, 

bizzarro è questo mondo,
ma ai bimbi non togliamo 

l’allegro girotondo.

E da lassù tuonò nostro Signore:
-Per il diverso è l’odio 

e non per il colore.
Degli uomini meschini 

meschin sarà la storia,
chè il salmo dei meschini 

non può finire in gloria.-

Tono 09-09-2019

giovedì 22 agosto 2019

QUANNU LA VITA…


QUANNU LA VITA…

Quannu la vita ti lassàu ‘nta via,
fu l’unica vota chi chiancìa:
“è brutta, è brutta, gioia mia,
comu la cumminàu ‘dda malatia!”

‘A rràggia si mmiscàu c’u sentimentu,
ti vitti stracanciàri chianu chianu,
fu comu ‘na pitrata, un tradimentu:
 “Ma quannu mori ‘u corpu attorna sanu!”.

T’avissi misu un filu di russetu,
russu, chi sempri ti facìa papùzza,
‘na pocu di culuri ‘nta facciuzza,
e addivintavi riggìna ‘nto tô lettu.

Fossi fu fattu ma non mi n’addunài
e mi balìu ‘stu ricordu mei:
quannu la vita ti lassàu ‘nta via
e fu l’unica vota chi chiancìa.

Tono 17-08-2019
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NEL LIBRO CUORE


NEL LIBRO CUORE

Nel cuor s’imprime ogni gioia d’amore,
ma anche quel dolor che lo contrasta,
s’apre da solo quando l’uomo muore
e appar la verità che v’è riposta.

Rimane aperto il tempo d’una prece,
poi si richiude per l’eterno oblio;
è un tempo breve per trovar la pace
se il dubbio t’ha costretto al logorio.

Vi troverai dei cenni d’ogni storia,
e cercherai la tua con bramosia:
a volte è lì, un salmo alla sua gloria,
a volte il tempo te la porta via.

E allor che son dei testi l’editore,
già disporrò pel tomo che ti preme,
MAIUSCOLO grassetto e di colore,
così che sazierai ogni tua speme.

Vi troverai quella passion sincera
che già leggesti nei versi del poeta,
di cui ti vanterai per ciò che era:
e il rivangar d’ogni dolor t’acquieta,

E poi che il cancellar non è previsto,
e tutto è d’indelebile grafia,
non ti curar di consultare il resto:
son vani istanti della vita mia.

Tono 22-08-2019
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lunedì 29 luglio 2019

LA TRANSUMANZA


LA TRANSUMANZA

Oggi si chiama video il tuo ricordo,
ma quando lo rivedi è già diverso,
di quell’evento forse il più s’è perso,
ma del passato ti rimani ingordo.

Il tuo passato è ciò che più ti preme,
ti preme ciò che fosti e fin che sei,
tutto che ne verrà dei giorni miei
sarà senza ricordo e senza speme.

Manca un anello a chiuder la catena,
manca il biglietto per l’eternità,
vivere per se stessi è una gran pena
che rende vano il tempo che verrà.

Sarà una transumanza il mio domani
per una via che si prospetta vuota,
chi mi circonda farà girar la ruota
verso misteri che spererà lontani.

Tono 26-07-2019








venerdì 26 luglio 2019

CIME SUADENTI


CIME SUADENTI

Non è un museo che mi fa curioso,
non una chiesa per quanto bella sia,
ma un albero dal tronco poderoso
un pezzo di natura, una magia.

Non amo gli ori che coprono gli altari,
non amo i pizzi vanitosi e morti,
ma amo lo snodarsi dei filari
dove il pensier fa pareggiar le sorti.

Amo l’abete, l’acero, il castagno,
amo il larice, il faggio, la betulla,
ai loro piedi il cuor vi si trastulla,
e tutto appare in solitario sogno.

Amo il silenzio di quel bosco altero,
amo sottrarmi ad ogni bisbiglio,
lascio alle cime quel dolce sussurrio
che rende il sogno più suadente e vero.

Amo il ruscello che si snoda lento,
amo la goccia che viene giù dal monte
amo quell’acqua pura e indifferente
e il mormorio che a decifrar mi tento.

Amo la quercia, il noce ed il nocciolo,
amo il profumo del suolo collinare,
intenso, vario, fragrante da incantare,
mille colori e creature in volo.

 Ma ho rispetto per ciò che nei musei
mostra dell’uom che fu e ciò che era;
vorrei una chiesa aperta e senza dei
che m’invitasse solo alla preghiera.

Tono 22-07-2019

L'ALBA CHE AVANZA

L'ALBA CHE AVANZA                 L'alba è la luce che annuncia la vita, tu non la vedi ch...