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giovedì 10 ottobre 2019

L'ALBA CHE AVANZA


L'ALBA CHE AVANZA               

L'alba è la luce
che annuncia la vita,
tu non la vedi
che dormi beata;
i fiori aprono
la loro corolla
mentre scompare
quell'ultima stella;
l'uccello distende
le ali di piume
appena comincia
quel tenue barlume;
è pronto a carpire
sul suolo zappato
quel seme lontano
che ieri ha cercato;
la mucca muggisce,
la pecora bela,
il ragno prepara
la sua ragnatela,
il gallo si gonfia
e fa chicchirichì
come per dire
"son qui, sono qui";
Chi resta ferma
è la lucertolina
perchè non ha forze
di prima mattina,
aspetta l'aurora,
il sole, il giorno,
e poi ricomincia
a girare d'intorno.
Insomma, si sveglia
il mondo, la vita,
è l'alba, piccina,
la notte è finita.
Mi chiedi perchè
vedo l'alba che avanza?
veglio la bimba
con  la sua sciocca influenza.

Messina 10-10-2019

venerdì 4 ottobre 2019

L'APE NERA


L'APE NERA


Nello sciamar quell'ape
un po' distratta
con l'orlo d'un camin
si fu disfatta,
tal che l'aspetto,
dal manto tricolore,
di nero s'ammantò
  oltre al dolore.

Ma il peggio fu
allor che si propose
a un fiore variopinto
e luccicante,
il quale fior,
raccolte le sue cose,
si chiuse nel bocciolo
in un istante.

La povera bestiola
ebbe un sussulto:
-Sarò pur nera,
ma al lavoro intenta-
disse quell'ape
a quel far sgomenta,
-La mia regina
saprà darmi ascolto.-

Ma prima che nel vol
mostrasse grinta,
la pioggia ebbe
l'ardir di benedire
e tutto a un tratto
rispuntò il colore
che l'ape aveva
perso nella spinta.

Allor che il fiore
riaprì le porte,
e ciò che vide
fu l'ape variopinta,
il nettare le offrì,
ma lei convinta:
-Del tuo liquor
non colmerò le sporte!-

-Sbagli nel giudicar,
chè sei novizia-
rispose il fiorellino
a quel dettato
-il nettare dei fiori
è riservato
all'ape gialla e nera
che pria non c'era.

Non siamo umani,
cara apuzza mia,
e non abbiam timor
nè gelosia,
con l'ape barattiam
l'impollinare:
così natura vuol,
così è da fare.-

Quell'elisir l'ape sorbì
che le fu dato,
e poi volando
impollinò quel prato,
portando ad ogni fior,
senza coscienza,
il seme dell'amore
e la speranza.

Messina 30-09-2019

mercoledì 11 settembre 2019

BELZEBÙ


BELZEBÙ
filastrocca

C’era una volta
in una casa blù
un uomo con le corna
chiamato Belzebù.
Cattivo e dispettoso,
collerico e scostante
viveva in solitudine
lontano dalla gente.

Un giorno il suo fornaio
gli chiese: -Perché mai
tu che sei tanto ricco
da solo te ne stai?
Conosceresti il mondo
se solo lo volessi,
è proprio qui vicino,
lo trovi a pochi passi.

S’è solo per le corna,
son tanti qui ad averli,
i buoi, i cervi, i gufi,
gli scarebei e i grilli,
è un mondo di cornuti,
ti troveresti bene,
se vuoi ti faccio strada,
che ormai non ho più pane.-

-Ma come osi verme
paragonarmi a loro!
Quella che vedi a muro
è una targhetta d’oro;
le corna mie ebbi
con tanto di diploma:
con quelle Belzebù
si ornò la chioma.

E con la coda che
un giorno ho avuto in dono,
distruggo tutto ciò che c’è di buono.
Raduna tutti i bimbi
e portali quassù
che si divertiranno
col grande Belzebù.

A quello più cattivo
le corna donerò
e un cavalier del male ne farò,
da grande avrà la coda
che porterà nascosta,
e sarà tanto ricco
pur senza farlo apposta.-

Rispose quel fornaio: -Io pane faccio,
e tutto ciò ch’è mal da me ricaccio,
trasformo il grano
frutto del buon Dio
con cui nutro la gente e il corpo mio.

Perfino l’ostia so spianar sottile,
senza il compenso di quel soldo vile;
quell’ostia annulla ogni tua virtù
e sarai sempre e soltanto un Belzebù.-

D’un tratto un grillo
nero e piccolino,
con due cri-cri
zompò a lor vicino:
-Le nostre corna - criccò
–ci son preziose,
che la natura a suo voler ci pose;

e senti allor cosa ti dico adesso:
poiché le corna tue
son solo un triste orpello,
il simbolo del male,
il tuo zimbello,
paragonarti a noi non t’è concesso.-

E quel cri-cri fu fine della storia.
Si dice infatti
che il grande Belzebù
da quel mattino
non fu visto più.

Tono 11-09-2019

domenica 2 settembre 2018

PIETRUZZE


PIETRUZZE

Tra le pietre di battigia
la più bella è quella grigia
con disegni e ghirigori
che a guardarla t’innamori.

Poi seconda è sempre quella,
marmo bianco madreperla,
poi la scheggia di mattone
che dà un tocco di marrone.

Ce ne sono a non finire,
tutte belle, debbo dire,
cristalline, bianche, nere,
fan figura ch’è un piacere.

Se le metti in un vasetto,
ventre largo e collo stretto,
quando questo sarà pieno
verrà fuor l’arcobaleno.

Poi ci son le forme strane,
sono lì, non son lontane,
con un po’ di fantasia
tu raccogli e metti via:

una scarpa da signora,
una barca pescatora,
la lucerna senza luce
un gufin col volto truce.

Metti tutte nel secchiello
e le porti al tuo castello,
poste sulla scrivania
danno vita a una magia:

la signora con le scarpe,
la barchetta con le salpe,
la lucerna avrà la luce
il gufin sarà felice.

Amerai la tua spiaggetta,
che da sempre è lì che aspetta,
cercherai sulla battigia
i tesor di quella spiaggia.

Tono 02-09-2018

lunedì 16 luglio 2018

STRUSCIA STRUSCIA STRUSCIA


STRUSCIA STRUSCIA STRUSCIA

Struscia, struscia, struscia,
c’è chi ha la erre moscia,
c’è chi arriccia il naso in su,
c’è chi ha il mento un poco in giù.

C’è chi russa nella notte,
c’è chi beve dalla botte,
c’è chi gioca col pallone,
c’è chi invola un aquilone.

C’è chi mangia le verdure,
e ne apprezza il buon sapore,
c’è chi mangia carne arrosto
e si sente pure a posto.

C’è chi è ghiotto del buon pesce,
e chi a mangiarlo non vi riesce,
c’è chi soffia in un trombone
c’è chi ama una canzone.

C’è chi porta a spasso il cane,
e gli dà carezze e pane,
c’è chi ama il gatto rosso
e lo tiene sempre addosso.

C’è chi ama farsi nera
Come l’ombra della sera,
c’è chi ama farsi bianca
e la crema non le manca.

Tutti sanno, tutti fanno,
e nessuno fa mai danno,
basta solo aver coscienza
della loro preferenza.

Tono 16-07-2018

mercoledì 4 luglio 2018

LA ROSA DI MONTAGNA (poesia per bambini)


LA ROSA DI MONTAGNA

Venite qui a vedere,
è sempre un gran piacere,
nel posto più discreto
è nato un bel roseto.

La rosa di montagna
profuma e non si lagna
si apre ogni mattina
mettendosi in vetrina.

Ed alla sua fragranza
un’ape fa la danza
Il grillo chiacchierino
si gratta e fa l’inchino,

il passero cinguetta:
-Che tu sia benedetta!-
Dice la formichina:
-Buongiorno signorina-

E il bianco della rosa,
l’insetto che si posa,
danno di quel roseto
l’idea d’un mondo lieto.

04-07-2018

L'ALBA CHE AVANZA

L'ALBA CHE AVANZA                 L'alba è la luce che annuncia la vita, tu non la vedi ch...