domenica 1 luglio 2018

C'ERA LA FAME


C'ERA LA FAME
Dio solo sa perché scrivo queste cose! Forse perché sono convinto che in certi posti succedono veramente. Posti in cui la vita non vale niente. Posti nei quali la morte è forse il rimedio più semplice ed efficace per porre fine ad una vita indegna di essere vissuta, una vita in cui ogni dignità viene calpestata e non si ha alcuna speranza di un domani per se e per i propri cari.
Ma mi guardo bene dall'entrare nel merito delle scelte che non spettano a me. Solo invoco criterio nell'interesse di tutti. Ma quali siano questi interessi non mi è dato di capire. 

C’era la fame;
la gente moriva anche per quello.
I fucili sparavano
senza fermarsi mai,
le donne pregavano
e forse anch’io pregai.
La guerra! Sì, era la guerra:
la guerra mascherata
d’eroismo e di preghiera,
ma era guerra vera!
In nome e per conto del Dio che ci amava,
diceva la gente che sparava.
C’era la fame!
Così fuggimmo, di notte.
Ma non dalla guerra!
Ancora eroi, stavolta senza Dio;
Fucili ancora in segno di comando:
e allora mi rivolsi al padre mio:
-Dove andiamo, padre?-
-Dove ci porterà la sorte.
   Non siam sfuggiti ancora a quella morte.
   La mamma porta in grembo una creatura,
   figlia del Dio che non può far paura.
   Nel nuovo mondo nascerà un agnello
   E ti sarà fratello.
   Prega con lei, se vuoi.
   Questi non sono i buoni
   non sono, figlio mio, amici tuoi, 
   son schiavi del mercante
   che alla vita venderà la gente-.
La barca era piccola,
la fame grande.
Tutto sembrava grande
fuorché la barca.
C’era un gran freddo
che ci teneva uniti,
pochi bambini
uomini smarriti,
poche le mamme
e padri già pentiti.
Io li contai quando si aggrapparono
alle onde vuote.
Erano cento, no, novanta, no, cinquanta.
Il braccio di mia madre mi sosteneva,
ma presto lei scomparve
portandosi con sé il mio fratellino.
Dove sarebbe nato
sarebbe stato felice di quel mondo
e avrebbe giocato con tanti altri bimbi.
Io non conoscevo il girotondo,
ma la mano che afferrò il mio braccio
mi dette la speranza che un giorno
anch’io avrei giocato.
Ma forse non ero più bambino:
forse non lo ero mai stato.

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