SON TRENTASEI
Figliolo mio, gli auguri son
banali,
son come la carezza ad un
bambino
che di carezze n’ha il cassetto
pieno:
ricorron tuttavia i tuoi
natali.
Fu
un evento che ci tolse il fiato,
che ci fè genitori tra la
gente;
da allora ogni altro evento
fu snobbato
e a quel destin ponemmo cuore
e mente.
Chiedemmo il giusto e il
meglio ci fu dato,
ci hai reso sazi del tuo amor
filiale,
e nulla al mondo ci farà più
male
d’un semplice dolor che t’è
toccato.
Son trentasei? Ne vedremo
cento?
No, non saremo noi a festeggiarti,
ma da lassù te ne terremo il
conto
e farà festa ognun da quelle
parti.
Papà e Mamma
Tono 30-07-2018
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