Allor s'urlava per vantar la merce,
e tu sceglievi ove drizzare il passo,
oggi è tutto un silenzio da trapasso,
fosser dovizie o fosser mele marce.
Agli angoli del centro e d'ogni via
un uom si prodigava a sguarciagola,
vendeva costardelle in carriola,
allor preziosa e sana mercanzia.
"D'u mari
l'hàiu, d'u maaaaari!"
Bastava questo a provocar contatto,
ciò che vendeva lo vendeva "a piatto",
così che la massaia avesse il pari.
"'I
custaddeddi vivi d'a mariiiiina!"
continuava senza mai uno stacco
finchè il panier non ne mosrava il tacco,
poi tutti in corsa nella via vicina.
Così l'estate scandiva l'imbrunire,
un rito al quale ognuno era disposto
fino al commiato col morir d'agosto.
Messina 16-05-2019
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