SI STAVA IN PIEDI
Si stava in piedi, mirando la laguna,
gli occhi sognanti, pensiero alla sfortuna
che pel perverso gioco del destino
l'avea lasciato solo e più meschino.
L'acqua stagnante, torbida e ingiallita,
crespando nel tremar parea sfinita;
scendeva con la rete alla battigia,
un vecchio pescator dall'aria moggia.
A terra bimbi, in quel mattino estivo,
scherzosi, baldanzosi e un far giulivo:
era la vita, così cresceva il mondo,
tra un calcio ad un pallone e un girotondo.
Dietro di lui la chiesa nella piazza,
la croce in cima, quasi una bandiera;
per tutti c'è l'amor per la preghiera,
in ogni civiltà e in ogni razza.
Pensò alla moschea del suo villaggio,
pensò al mormorio della sua gente,
sulle ginocchia china ed implorante:
prega il devoto in rispettoso omaggio.
"Sono straniero" si dicea pensando,
"straniero nel colore e nel mio credo:
in queste realtà diviso è il mondo,
e non c'è posto per l'amor che chiedo".
D'un tratto, mentre il tempo s'attardava,
un guizzo, uno sciacquio, un urlo estremo,
un volto a mezza luce ch'annaspava:
quel vecchio pescator tendeva un remo.
Ma tutto era lontano e senza meta,
stavano i bimbi in silenziosa schiera,
le bocche aperte, la mano a far visiera:
l'amico ne moria nell'acqua inquieta.
Quell'uomo s'annudò fino alla pelle,
girò lo sguardo in alto a quella croce
chiedendo aiuto a un simbolo di pace:
un volo, un tuffo, uno schiumar ribelle.
Così perse il color dell'abbandono,
agli occhi inebetiti della gente
divenne un bianco fior subitamente,
e nel calar del sol salì sul trono.
Messina 25-09-2018
Nessun commento:
Posta un commento
Scrivi un tuo commento per me. Te ne sarò grato.
Non occorre che tu ti identifichi.