martedì 25 settembre 2018

SI STAVA IN PIEDI


SI STAVA IN PIEDI

Si stava in piedi, mirando la laguna,
gli occhi sognanti, pensiero alla sfortuna
che pel perverso gioco del destino
l'avea lasciato solo e più meschino.

L'acqua stagnante, torbida e ingiallita,
crespando nel tremar parea sfinita;
scendeva con la rete alla battigia,
un vecchio pescator dall'aria moggia.

A terra bimbi, in quel mattino estivo,
scherzosi, baldanzosi e un far giulivo:
era la vita, così cresceva il mondo,
tra un calcio ad un pallone e un girotondo.

Dietro di lui la chiesa nella piazza,
la croce in cima, quasi una bandiera;
per tutti c'è l'amor per la preghiera,
in ogni civiltà e in ogni razza.

Pensò alla moschea del suo villaggio,
pensò al mormorio della sua gente,
sulle ginocchia china ed implorante:
prega il devoto in rispettoso omaggio.

"Sono straniero" si dicea pensando,
"straniero nel colore e nel mio credo:
in queste realtà diviso è il mondo,
e non c'è posto per l'amor che chiedo".

D'un tratto, mentre il tempo s'attardava,
un guizzo, uno sciacquio, un urlo estremo,
un volto a mezza luce ch'annaspava:
quel vecchio pescator tendeva un remo.

Ma tutto era lontano e senza meta,
stavano i bimbi in silenziosa schiera,
le bocche aperte, la mano a far visiera:
l'amico ne moria nell'acqua inquieta.

Quell'uomo s'annudò fino alla pelle,
girò lo sguardo in alto a quella croce
chiedendo aiuto a un simbolo di pace:
un volo, un tuffo, uno schiumar ribelle.

Così perse il color dell'abbandono,
agli occhi inebetiti della gente
divenne un bianco fior subitamente,
e nel calar del sol salì sul trono.

Messina 25-09-2018

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