mercoledì 7 novembre 2018

I SOLDATINI DI PIOMBO



I SOLDATINI DI PIOMBO

C'era una volta,
udite bambini,
un gioco chiamato
"dei soldatini".

Eran di piombo,
piccoli e belli,
e molti di loro
sembravan gemelli.

Avevan fucili,
pistole, cannoni,
divise eleganti,
elmetti e scarponi.

C'era perfino
il gran trombettiere,
e all'occorrenza
il porta bandiere,

dottore, infermieri
con l'autolettiga,
la Croce Rossa
da sempre un'amica.

Tutti disposti
in un campo di grano,
erano agli ordini
del capitano.

-Pronti, alla carica,
squilli la tromba-.
La musica allora
nell'aria rimbomba.

Al via di corsa,
l'esercito avanza,
si grida, si spara,
comincia la danza.

Si lancian pietruzze,
ceci, piselli,
palline di carta,
gommine, pastelli.

I primi colpiti
rimangono a terra,
saranno rialzati
finita la guerra.

Per ogni ferito
un urlo si sente,
si finge di tutto,
si gioca per niente.

Finita la scorta
comincia la conta.
Arriva il silenzio,
la tromba è già pronta.

Chi conta i caduti
lo fa balbettando,
si vince con gloria
si perde giocando.

Si fanno gli eroi,
di ogni battaglia,
e ognuno di loro
avrà la medaglia,

di carta, di pezza,
di pane, di latta,
ma sono di piombo
e ognuno si adatta.

E tutti coloro
coperti di gloria,
da questo momento
passeranno alla storia.

Avranno un posto
speciale e sereno
in fila per grado
sul tavolo pieno.

E ancora si gioca
ma devi sapere
che mancan la tromba
e il portabandiere.

Mancan gli eroi,
medaglie al valore:
non più soldatini
ma gente che muore.

Messina 07-11-2018
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