IL PANTALONE ALLA ZUAVA
Era
elegante e si pavoneggiava,
portava i
pantaloni alla zuava;
era un
tessuto grigio a quadrettoni,
che un
tutt'un facea coi calzettoni.
Quando un
amico gli disse -Che t'han messo?
ormai non
si usa più, è roba andata,
se vai in
giro con quel coso addosso
giammai
potrai trovar la fidanzata.
Va lungo il
pantalon, giù la caviglia,
le calze
vanno corte e non a vista...-
Lui gli
rispose: -Fin dove arriva basta.
Più di così
non può la mia famiglia.
Il pantalon
che porto ha la sua storia,
mia madre
lo tagliò da un vecchio capo
che si
moria per non aver più scopo:
stanotte lo
svegliò dalla memoria.
Sentivo
forte il ticchettio dell'ago
in quel
silenzio in cui la notte veglia.
il lungo
travagliar la tenne sveglia,
e ad
indossarlo l'amore suo ripago.
Così verrò
vestito alla tua festa,
mi sento
forte d'un orgoglio immenso,
per la mia
mamma è questo il suo compenso,
seppur sarà
per me serata mesta.
Chi guarda
sol centimetri e bottoni
è donna
poco accorta di pensiero,
il pantalon
che indosso e i calzettoni
saranno
l'esca per un cuor sincero.
Messina
13-11-2018
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