martedì 13 novembre 2018

IL PANTALONE ALLA ZUAVA


IL PANTALONE ALLA ZUAVA

Era elegante e si pavoneggiava,
portava i pantaloni alla zuava;
era un tessuto grigio a quadrettoni,
che un tutt'un facea coi calzettoni.

Quando un amico gli disse -Che t'han messo?
ormai non si usa più, è roba andata,
se vai in giro con quel coso addosso
giammai potrai trovar la fidanzata.

Va lungo il pantalon, giù la caviglia,
le calze vanno corte e non a vista...-
Lui gli rispose: -Fin dove arriva basta.
Più di così non può la mia famiglia.

Il pantalon che porto ha la sua storia,
mia madre lo tagliò da un vecchio capo
che si moria per non aver più scopo:
stanotte lo svegliò dalla memoria.

Sentivo forte il ticchettio dell'ago
in quel silenzio in cui la notte veglia.
il lungo travagliar la tenne sveglia,
e ad indossarlo l'amore suo ripago.

Così verrò vestito alla tua festa,
mi sento forte d'un orgoglio immenso,
per la mia mamma è questo il suo compenso,
seppur sarà per me serata mesta.

Chi guarda sol centimetri e bottoni
è donna poco accorta di pensiero,
il pantalon che indosso e i calzettoni
saranno l'esca per un cuor sincero.

Messina 13-11-2018
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