SULLA SPONDA DEL
PANTANO
Tanti ricordi al triste capezzale,
ma scarti con amor ciò che fu male,
scegli un modello, spesso confacente,
e ti soffermi a consultar la mente.
La guardi mentre dialoga col nulla
come una bimba in seno alla sua culla;
i tratti non son più da giudicare
e non ha niente, più niente da mostrare.
E allora ti rivolgi alla coscienza,
dipani il tempo e lo fili piano,
arrivi dove puoi, anche lontano,
ma manca l'amo ormai alla tua lenza;
così tutto ti sfugge e resta invano;
ti fermi sulla sponda del pantano
ove la poverella attende ignara
e trae con il destin l'ultima gara.
La notte scende, ancora notte bianca,
un'altra notte a rimestar nel tempo,
sai che l'affetto tuo non ha più scampo,
e l'alba ti vedrà afflitta e stanca.
Al cambio non avrai da raccontare,
tutto rimane statico e silente,
un passo ancora verso la sua gente,
ma un passo lento che non vuol lasciare.
Continua il suo romanzo della vita,
chè la sua storia ancor non è finita,
quell'ultima parola stenta ancora:
un'altra alba forse, un'altra aurora.
Io son lontano, ma mi dà conforto
quell'opra che menate alla sorella,
di ciò che accade ho un pensier distorto,
ma attendo, come voi, che torni bella.
Messina 21-02-2019
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