PARLARNE
Mi è stato detto: "parli spesso
della morte". Ed io rispondo "infatti!". Di certo non lo farà un
giovane trentenne, che della morte se ne infischia, ma neanche un sessantenne,
che cerca ancora gloria in questo mondo. Pur tuttavia bisogna parlarne, perchè
la morte è il momento più importante della vita, il motivo per cui si vive e ci
si ostina. Ma bisogna farlo senza ipocrisia, ponendosi nudi davanti allo
specchio del tempo.
I
pensieri sono tanti, e tutti fanno a spinta per proporsi per primi. Importante
è ciò per cui si è vissuto, importante è ciò che si è stati nella vita e nella
famiglia, importante è ciò che si lascia e come lo si lascia.
Se
la vita nel suo svolgersi è considerata un mistero, la morte lo è ancor di più,
perchè prevede un soggiorno in posti sconosciuti, di cui non si ha coscienza.
In quel frangente la religione conta, qualunque sia il credo che ci guida. Ma
anche non averne è un credo pesante, forse il più pesante da gestire, perchè in
questo caso tutto è nelle nostre mani. Ma al dopo è meglio affidarsi con
fiducia, pur se con sospetto e curiosità. Forse vedremo finalmente vestirsi
misteriose ombre, forse conosceremo il perchè di tante angustie, forse
prenderemo atto di come si costruiscono i destini dell'uomo, ma anche l'uomo
stesso. Forse incontreremo amici e nemici, ma forse saremo tutti amici perchè
non avremo più nulla da temere. Tutto è un forse, quel forse a cui non abbiamo
saputo dare risposte esaurienti durante la vita, ma che hanno occupato spesso
un posto preminente nelle nostre vicende di piccoli mortali. Saremo mondati da
ogni male, e questo per alcuni sarà una fortuna. L'idea poi che le anime non
hanno forma, ci vedrà tutti belli, longilinei e "in salute".
Ciò
di cui tutti siamo convinti è che non troveremo le storture che angustiano
l'umanità, soprattutto droga e delinquenza organizzata e non. Saremo tutti
uguali, cadranno i despoti, i regnanti, i caporali, non ci saranno schiavi e
finalmente non ci saranno colori da amare o da detestare nè da difendere: l'anima la immaginiamo
incolore e trasparente.
Un
mondo diverso insomma, al quale faremo fatica ad adattarci, pregni come siamo
di invidia e di sopraffazione. In fondo ci abbiamo sperato tanto in vita, e
allora perchè dovrebbe tormentarci l'idea del nuovo mondo, di un mondo migliore,
dove davvero si realizza il principio che uno vale uno? I deboli saranno forti
quanto i forti, o i forti saranno deboli quanto i deboli.
Ma
questo è solo il mio pensiero. Quando sarà, ognuno avrà il proprio e avrà voglia di esternarlo quando il pensiero
diventerà fisso e occuperà gran parte del tempo libero.
Lasciate
che io parli della morte perchè posso permettermelo!
Messina
29-03-2019
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