giovedì 28 marzo 2019

PARLARNE


PARLARNE




      Mi è stato detto: "parli spesso della morte". Ed io rispondo "infatti!". Di certo non lo farà un giovane trentenne, che della morte se ne infischia, ma neanche un sessantenne, che cerca ancora gloria in questo mondo. Pur tuttavia bisogna parlarne, perchè la morte è il momento più importante della vita, il motivo per cui si vive e ci si ostina. Ma bisogna farlo senza ipocrisia, ponendosi nudi davanti allo specchio del tempo.

I pensieri sono tanti, e tutti fanno a spinta per proporsi per primi. Importante è ciò per cui si è vissuto, importante è ciò che si è stati nella vita e nella famiglia, importante è ciò che si lascia e come lo si lascia.

Se la vita nel suo svolgersi è considerata un mistero, la morte lo è ancor di più, perchè prevede un soggiorno in posti sconosciuti, di cui non si ha coscienza. In quel frangente la religione conta, qualunque sia il credo che ci guida. Ma anche non averne è un credo pesante, forse il più pesante da gestire, perchè in questo caso tutto è nelle nostre mani. Ma al dopo è meglio affidarsi con fiducia, pur se con sospetto e curiosità. Forse vedremo finalmente vestirsi misteriose ombre, forse conosceremo il perchè di tante angustie, forse prenderemo atto di come si costruiscono i destini dell'uomo, ma anche l'uomo stesso. Forse incontreremo amici e nemici, ma forse saremo tutti amici perchè non avremo più nulla da temere. Tutto è un forse, quel forse a cui non abbiamo saputo dare risposte esaurienti durante la vita, ma che hanno occupato spesso un posto preminente nelle nostre vicende di piccoli mortali. Saremo mondati da ogni male, e questo per alcuni sarà una fortuna. L'idea poi che le anime non hanno forma, ci vedrà tutti belli, longilinei e "in salute".

Ciò di cui tutti siamo convinti è che non troveremo le storture che angustiano l'umanità, soprattutto droga e delinquenza organizzata e non. Saremo tutti uguali, cadranno i despoti, i regnanti, i caporali, non ci saranno schiavi e finalmente non ci saranno colori da amare o da detestare nè da difendere: l'anima la immaginiamo incolore e trasparente.

Un mondo diverso insomma, al quale faremo fatica ad adattarci, pregni come siamo di invidia e di sopraffazione. In fondo ci abbiamo sperato tanto in vita, e allora perchè dovrebbe tormentarci l'idea del nuovo mondo, di un mondo migliore, dove davvero si realizza il principio che uno vale uno? I deboli saranno forti quanto i forti, o i forti saranno deboli quanto i deboli.

Ma questo è solo il mio pensiero. Quando sarà, ognuno avrà il proprio  e avrà voglia di esternarlo quando il pensiero diventerà fisso e occuperà gran parte del tempo libero.

Lasciate che io parli della morte perchè posso permettermelo!


Messina 29-03-2019
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