lunedì 9 luglio 2018

LA CORRIDA


LA CORRIDA

È l’alba.
Il girasole cupo ed assonnato
riapre il gineceo chiuso per notte,
lo stende verso il sol che s’è annunciato
cercando d’assorbir quanto promette.

È l’alba.
La bottega della vita apre i battenti!
Un altro giorno nasce e si prospetta.
Ma il ratto fugge, fugge la civetta,
fugge quell’uomo a prevenir gli eventi.

È l’ora.
Il grande matador veste la cappa,
il picador affina la sua lanza
le banderille son pronte alla mattanza,
fugge quell’uomo e al suo destin s’aggrappa.

È l’ora!
Or nell’arena inizia la corrida,
il matador con l’infida muleta
costringe l’uomo ad accettar la sfida:
s’infiamma la tribuna e non si cheta.

Quell’uomo si sgomenta a tanto ardore,
volge lo sguardo sugli spalti in festa
e vede l’odio, lui cercava amore.
E allora al suo destin china la testa.

Fuor dell’arena infuoca la protesta,
la penna corre sul foglio che s’imbratta,
la voce è accorata ma modesta:
la folla vince, l’aizzator l’esalta.

Un altro giorno di fragile morale,
cultura evanescente, autunno tetro
di una civiltà inospitale:
il mondo piangerà guardando indietro.

Tono 10-07-2018

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