BOCCIATO CON DIECI E LODE
Venne quell’uomo e valutò i
miei versi:
- Un dieci e lode ti do senza
rimorsi,
per ciò che scrivi, per come
lo presenti,
ma per le regole ti porgo i
miei lamenti-.
-Da sempre- mi scusai -ne son
cosciente,
ma tengo più al pensier che
mi sostiene
piuttosto che seguir la pia
corrente,
e da naïf mi affido alle
sirene.
Quell’armonia che metto
m’appartiene,
la traggo dalle note del mio
cuore,
scrivo di getto melodie
d’amore,
e alle regole auguro ogni
bene.
Non mi tormenta la tua bocciatura,
e il dieci e lode invece mi
commuove,
considero i miei versi
un’avventura
e mi ritrovo a un tratto in
ogni dove:
in mare, in terra, in cielo,
in cuori ardenti,
tra cuccioli, tra bimbi e tra
gli amanti,
alla mia sposa dedico
momenti,
del figlio mio fotografo gli
istanti.
Talvolta ho la fuliggine nel
cuore:
il passero m’appare
solitario,
al verde melograno rubo un
fiore,
e la quartina piange il suo
calvario.
Lascio le regole a chi vuol
far figura,
a chi d’errar si metteria
paura,
a chi del poetar ne fa
mestiere
e guai a trasgedir quelle
maniere-.
Tono 23-08-2018
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