VANITÀ
È vanità quello sbocciar di rosa,
quell’intimo mostrato
lentamente
come la prima notte d’una
sposa?
È vanità quell’attimo silente,
quel petalo che indugia sul
mistero,
con l’arte che alla donna si
consente?
È vanità quell’ondeggiare austero,
quel carezzar di stami al
gineceo
come un preliminar d’amor
foriero?
È vanità, allor che s’è concessa,
quell’inondar di nettare
prezioso
quel profumar per vagheggiar
se stessa?
La
vanità! Nessun può farne a meno!
Ci
sarà sempre un punto nel programma
perchè
quel sassolin si mostri gemma.
Tono
15-08-2016
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