GLI EROI BAMBINI
Nell'antica Grecia l'Aedo cantava le gesta del suo
popolo e degli eroi che lo avevano reso grande agli occhi del mondo,
accompagnandosi con la sua cetra. Così ho immaginato un Aedo che narra la storia del suo popolo migrante,
ai bimbi che lo ascoltano rapiti.
Canto le gesta d'ogni
guerrier di pace,
poi che per l'odio il mio
pensier si tace.
Lo sciame s'involò poi ch'era
il tempo
in cui la morte precedeva il
lampo.
Erano in tanti, deboli e
indifesi
e chiesero l'asilo in quei
paesi
che per la loro storia avean
la gloria,
anche se chiusa ormai nella
memoria.
Erano in tanti allor che si
partiro,
pronti a collaborar col mondo
intero.
Ora è lontano il tempo che vi
canto,
ma dei guerrieri ancor si
sente il pianto.
Cercavan pace ma il color n'offese
quel mondo antico ch'avanzò
pretese.
Il raccontar m'è grave e già
mi stanco:
furon considerati un grosso
branco,
pantere nere, anime selvagge.
Un tempo lungo, parole come
schegge
che penetravano in quei cuori
stanchi
che avrebbero sognato d'esser
branchi.
Ma dalla terra brulla e senza
vita,
nacque l'erbetta che presto
fu fiorita.
Bellezza universale, profumo
d'innocenza,
ch'ogni color dispone con
grazia e con sapienza.
Furono i bimbi a spazzar via
la melma.
Dai bimbi nacque quella forte
intesa
che agli adulti intimò la
resa.
E tutti s'acquietaro,
la fiaba prese fiato,
l'Aedo la racconta
a chi non era nato.
Da quegli eroi bambini
è sorto un nuovo mondo
in cui fa la sua parte
quel popol vagabondo.
Messina 22-09-2018
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